Rocca d'Italia
Le colline della Val d'Orcia con i cipressi sui crinali
Destinazione

Esperienze private in Val d'Orcia

La valle più fotografata d'Italia, percorsa come si deve: strade panoramiche, borghi rinascimentali e le due colline del Brunello e del Nobile.

Rocca d'Italia organizza giornate private in Val d'Orcia con partenza da Siena o da Firenze: al volante di una supercar o di un'auto d'epoca, oppure con autista privato per le giornate dedicate al Brunello e al Nobile. I percorsi attraversano San Quirico d'Orcia, Pienza, Bagno Vignoni, Montalcino e Montepulciano, e durano una giornata.

Perché la Val d'Orcia

La Val d'Orcia è Patrimonio dell'Umanità dal 2004, e il motivo del riconoscimento spiega bene cosa si vede dal finestrino: non è un paesaggio naturale ma un paesaggio culturale, cioè disegnato. Fra Trecento e Quattrocento la Repubblica di Siena riorganizzò la valle come proprio entroterra agricolo, distribuendo poderi sui crinali e strade lungo le curve di livello. Quella geometria è ancora leggibile oggi, sei secoli dopo.

C'è una seconda ragione, e riguarda la pittura. Questo è il paesaggio che i senesi del Rinascimento misero sullo sfondo dei loro dipinti, fino a farne un ideale estetico che l'Europa avrebbe copiato per secoli: colline arrotondate, un casolare sul crinale, una fila di cipressi che sale. Quando si dice che la Val d'Orcia sembra un quadro, il rapporto di causa ed effetto è esattamente al contrario.

Per chi guida, tutto questo si traduce in una cosa concreta: visuali lunghissime. L'argilla non regge il bosco, quindi le colline sono nude e lo sguardo arriva a chilometri. Le strade seguono i crinali invece di tagliarli, il che significa curve continue e nessun rettilineo cieco. È una valle piccola — si attraversa in un'ora — e proprio per questo va percorsa lentamente.

I luoghi

Sei tappe che si tengono in una giornata sola, o due se si vuole scendere dall'auto davvero.

San Quirico d'Orcia

Il centro geografico della valle e la sosta storica della via Francigena. Dentro le mura ci sono la Collegiata romanica e gli Horti Leonini, giardino all'italiana del Cinquecento aperto al pubblico. Poco a nord, su un dosso accanto alla Cassia, sta il gruppo di cipressi più fotografato d'Italia.

Pienza

Nel 1459 papa Pio II incaricò Bernardo Rossellino di rifare il suo paese natale come città ideale rinascimentale. Ne uscì un centro compiuto in tre anni: una piazza trapezoidale, il duomo, il palazzo papale e la vista aperta sul monte Amiata. Patrimonio dell'Umanità dal 1996, cioè otto anni prima della valle che lo circonda.

Bagno Vignoni

Un borgo minuscolo dove la piazza principale non è una piazza ma una vasca termale cinquecentesca, lunga cinquanta metri, ancora piena d'acqua calda. Ci passarono i pellegrini della Francigena, Santa Caterina e Lorenzo il Magnifico. Nella vasca non si entra: si guarda, ed è già molto.

Montalcino

La collina del Brunello, con la fortezza trecentesca in cima e i vigneti che scendono su tutti i versanti. Dieci chilometri a sud, in fondo a una valle di olivi, l'abbazia romanica di Sant'Antimo: travertino e alabastro che al sole del pomeriggio diventano quasi trasparenti.

Montepulciano

La collina gemella, quella del Vino Nobile, allungata su un crinale stretto e ripido. Il centro sale fino a piazza Grande; appena fuori le mura sta il tempio di San Biagio, chiesa a pianta centrale disegnata da Antonio da Sangallo il Vecchio a partire dal 1518, isolata su un prato in fondo a un viale di cipressi.

Monticchiello e Radicofani

I due estremi meno battuti. A Monticchiello sale la strada bianca a tornanti fra i cipressi che compare in metà delle fotografie della valle. A Radicofani, all'altro capo, una fortezza medievale sta in cima a un cono di roccia vulcanica a ottocento metri: da lassù si vede tutta la Val d'Orcia in una volta sola.

Vino

Le giornate dedicate al vino

Brunello e Nobile, con autista privato: cantine, degustazioni e pranzo, senza pensare alla guida.

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Quando venire

La valle cambia colore tre volte l'anno, e non è un modo di dire. Da marzo a maggio il grano è verde e i campi sono percorsi da papaveri; a giugno vira al giallo e si miete; dopo l'aratura d'autunno resta l'argilla nuda, marrone e lucida, che è la versione meno cartolina e forse la più bella.

L'estate è calda e affollata, ma le prime ore del mattino restano un altro mondo: la nebbia bassa sui crinali dura fino alle otto ed è il momento in cui la valle si fotografa da sola. L'inverno è vuoto: strade libere, borghi silenziosi, luce radente. Solo alcune cantine e alcuni ristoranti chiudono, quindi conviene fissare le tappe prima di partire.

Come funziona una giornata

Le giornate sono private: nessun gruppo, nessuna partenza condivisa. Il percorso si concorda prima e il ritmo si adatta a chi partecipa — una sosta si allunga, un tratto di strada si aggiunge, l'ordine cambia.

Si può scegliere di guidare, in supercar o in auto d'epoca, oppure di farsi accompagnare da un autista privato: è la formula che ha senso quando la giornata è costruita intorno alle cantine. Le partenze sono da Siena o da Firenze; ogni esperienza ha la sua pagina con il percorso, la durata, cosa è incluso e le condizioni di partecipazione.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso

Dove si trova la Val d'Orcia?

Nella Toscana meridionale, a sud di Siena, fra i comuni di San Quirico d'Orcia, Pienza, Castiglione d'Orcia, Radicofani e Montalcino. Da Siena si arriva in circa quaranta minuti di strada, da Firenze in un'ora e mezza.

Quanto tempo serve per visitarla?

Una giornata basta per attraversarla e fermarsi in due borghi. Con due giorni si aggiungono Montalcino e Montepulciano senza correre, e si può scendere dall'auto davvero.

Perché la Val d'Orcia è patrimonio UNESCO?

Dal 2004, come paesaggio culturale e non naturale: la valle fu riorganizzata dalla Repubblica di Siena fra Trecento e Quattrocento, e quella struttura agricola è ancora leggibile. Pienza è patrimonio a sé dal 1996.

Si può guidare una supercar in Val d'Orcia?

Sì. Le giornate al volante partono da Siena o da Firenze, con ritiro e riconsegna nello stesso punto. Le strade principali sono asfaltate e ampie; le strade bianche conviene evitarle con una vettura ribassata.

Qual è il periodo migliore?

Da metà aprile a giugno il grano è verde, a giugno diventa dorato, dopo l'aratura d'autunno resta l'argilla nuda. In ogni stagione le prime ore del mattino sono il momento migliore per la luce.

La Val d'Orcia è una delle aree della Toscana: le altre, dal Chianti a Bolgheri, sono raccolte sulla pagina della regione.

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