Le ville del Lago di Como non sono un fenomeno turistico recente: sono il risultato di quattro secoli in cui l'aristocrazia lombarda, e poi mezza Europa, ha comprato pezzi di sponda per costruirci sopra. Il lago ha una forma stretta e profonda, con i monti che scendono a picco: il terreno pianeggiante è pochissimo e quasi tutto affacciato sull'acqua. Chi poteva permetterselo se lo è preso.
Il risultato è una concentrazione rara: nel giro di venti chilometri si trovano un convento francescano trasformato in dimora settecentesca, un giardino botanico con centocinquanta varietà di azalee, la residenza di una principessa di Galles diventata albergo, e il parco all'inglese di un vicepresidente napoleonico. Questa guida le mette in ordine geografico, da Cernobbio verso nord, e dice per ognuna cosa si visita davvero — perché in diversi casi la villa è privata e si entra solo nel giardino.
Sulla sponda occidentale: Cernobbio e Tremezzina
È la sponda dove si concentra il maggior numero di ville aperte, e anche quella più trafficata: la strada statale Regina è stretta, spesso a una corsia utile, e in alta stagione può essere lenta. Molte visite si organizzano meglio in battello.
Villa d'Este, Cernobbio
Costruita nel 1568 per il cardinale Tolomeo Gallio su progetto attribuito a Pellegrino Tibaldi. Nel 1815 fu acquistata da Carolina di Brunswick, principessa di Galles e moglie separata del futuro Giorgio IV, che le diede il nome attuale rivendicando una discendenza dagli Este. Dal 1873 è un albergo, e questo significa che il parco non è visitabile liberamente: ci si entra come ospiti del ristorante o dell'hotel. Alle spalle dell'edificio resta il ninfeo cinquecentesco con la scalinata a mosaico di ciottoli, uno dei giardini all'italiana meglio conservati del lago.
Villa del Balbianello, Lenno
Sta sulla punta del Dosso di Lavedo, un promontorio che entra nel lago, e per molti è semplicemente la più bella. Fu costruita dal 1787 per il cardinale Angelo Maria Durini sopra un convento francescano, di cui restano i due campanili inglobati nell'edificio. L'ultimo proprietario è stato Guido Monzino, l'esploratore che nel 1973 guidò la prima spedizione italiana sull'Everest: alla sua morte lasciò tutto al FAI, nel 1988, insieme al museo delle sue spedizioni. La loggia aperta sui due rami del lago è comparsa in Star Wars: L'attacco dei cloni e in Casino Royale. Si arriva in barca da Lenno o a piedi, con circa un chilometro di sentiero lungo la riva.
Villa Carlotta, Tremezzo
Costruita a fine Seicento dal marchese Giorgio Clerici, passò poi a Giovanni Battista Sommariva, che la riempì di scultura neoclassica. Nel 1843 la comprò la principessa Marianna di Nassau e la regalò alla figlia Carlotta come dono di nozze: da lì il nome. Il giardino botanico copre circa otto ettari e deve la sua fama alle azalee e ai rododendri, oltre centocinquanta varietà, che fioriscono tra fine aprile e maggio. Dentro si vedono il fregio del Trionfo di Alessandro di Thorvaldsen e il gruppo di Amore e Psiche, versione eseguita dall'allievo Adamo Tadolini sul modello canoviano.
Villa Olmo, Como
La più vicina alla città, e la più facile: neoclassica, iniziata nel 1782 da Simone Cantoni per gli Odescalchi, oggi è di proprietà comunale. Il parco che scende al lago si visita liberamente, l'interno apre in occasione delle mostre. È una buona prima tappa se si arriva da Milano nel pomeriggio.
Bellagio, sulla punta del triangolo
Bellagio sta esattamente dove il lago si divide nei due rami, e questa posizione spiega perché ci siano due parchi importanti a poche centinaia di metri l'uno dall'altro. È anche il punto in cui conviene lasciare l'auto: il paese è ripido, fatto di scalinate, e si gira a piedi.
Villa Melzi d'Eril
Costruita tra il 1808 e il 1810 da Giocondo Albertolli per Francesco Melzi d'Eril, duca di Lodi e vicepresidente della Repubblica Italiana napoleonica. Il parco fu il primo giardino all'inglese del lago: niente simmetrie, prati che scendono all'acqua, un laghetto giapponese, alberi importati e una fila di platani lungo la riva. La villa è privata e non si visita; si entra nel giardino, nella cappella di famiglia e nell'aranciera, che ospita il museo.
Villa Serbelloni
Sta in cima al promontorio, sopra il paese, e oggi è il Bellagio Center della Fondazione Rockefeller: un centro di residenza per studiosi. Il parco si visita solo con visita guidata, a orari fissi e a numero chiuso. Attenzione a non confonderla con il Grand Hotel Villa Serbelloni, che è un albergo diverso, giù sul lungolago.
Varenna, sulla sponda orientale
La sponda est è più verticale e più silenziosa: le pareti delle Grigne scendono ripide, i paesi sono piccoli e la strada corre spesso in galleria. Varenna è il paese da cui partono i traghetti per Bellagio e Menaggio, ed è raggiungibile in treno da Milano — il che la rende la base più semplice per chi non guida.
Villa Monastero
Nasce come convento cistercense nel XII secolo, viene soppresso nel 1567 e trasformato in residenza privata. Il giardino botanico è la sua caratteristica più insolita: si sviluppa in lunghezza per circa due chilometri lungo la riva, stretto tra l'acqua e la roccia, con cedri, palme, agavi e cipressi. Dal 1953 la villa ospita convegni scientifici: nell'estate del 1954 vi si tenne la scuola internazionale di fisica in cui Enrico Fermi tenne le sue ultime lezioni, pochi mesi prima di morire. La casa museo conserva gli arredi dell'ultima famiglia proprietaria.
Villa Cipressi
Confinante con Villa Monastero e collegata a essa da un passaggio, è oggi un albergo con giardino visitabile. I terrazzamenti che scendono all'acqua sono la ragione per entrarci: sono l'esempio più chiaro di come si è costruito un giardino su una sponda che non ha spazio piano.
Come organizzare la visita
La prima decisione è battello o automobile. Il battello della navigazione collega Como, Cernobbio, Lenno, Tremezzo, Bellagio, Varenna e Menaggio, e per le ville della Tremezzina è quasi sempre la scelta migliore: si evita la Regina e si arriva dal lato da cui queste case sono state pensate, cioè dall'acqua. L'automobile ha senso per muoversi tra più punti in una giornata sola, o per salire sulle strade alte, che sono un'altra cosa rispetto alla riva.
La seconda è la stagione. I giardini aprono in genere tra metà marzo e inizio novembre e restano chiusi d'inverno; i giorni di chiusura settimanale cambiano di anno in anno, quindi vanno verificati sul sito di ciascuna villa prima di partire. Il momento delle azalee e dei rododendri, a Villa Carlotta e non solo, è la seconda metà di aprile e maggio: è anche il periodo più affollato.
La terza è quante ne mettere in fila. Due ville in una giornata si visitano bene, tre diventano una corsa. Balbianello in particolare chiede tempo: il sentiero da Lenno, la villa e il ritorno portano via mezza giornata da soli.
Cosa resta, dopo
Quello che accomuna queste case non è lo stile — vanno dal tardo Rinascimento al neoclassico all'ottocentesco romantico — ma il rapporto con l'acqua. Sono tutte costruite per essere guardate dal lago e per guardare il lago: le facciate importanti danno sulla riva, le scalinate scendono ai pontili, i giardini sono disegnati per una prospettiva che parte dal pelo dell'acqua. È il motivo per cui vederle dalla strada delude sempre un po', e vederle da una barca no.
Domande frequenti
Quali sono le ville più belle del Lago di Como?
Villa del Balbianello a Lenno, Villa Carlotta a Tremezzo, Villa d'Este a Cernobbio, Villa Melzi d'Eril a Bellagio e Villa Monastero a Varenna. A Como, la più facile da raggiungere è Villa Olmo.
Si possono visitare tutte?
Non allo stesso modo. Balbianello, Carlotta e Monastero aprono al pubblico; di Villa Melzi si visitano il giardino, la cappella e l'aranciera ma non la casa; Villa d'Este è un albergo e vi si entra come ospiti; Villa Serbelloni solo con visita guidata.
Quante ville si riescono a vedere in un giorno?
Due si visitano bene, tre diventano una corsa. Il Balbianello da solo porta via mezza giornata, fra il sentiero da Lenno, la villa e il ritorno.
Meglio muoversi in barca o in auto?
In barca per le ville della Tremezzina: si evita la statale Regina, stretta e lenta in alta stagione, e si arriva dal lato per cui queste case sono state pensate. L'auto ha senso per coprire più punti in una giornata o per salire sulle strade alte.
Quando aprono i giardini?
In genere fra metà marzo e inizio novembre; d'inverno chiudono. I giorni di chiusura settimanale cambiano di anno in anno, quindi vanno verificati sul sito di ciascuna villa. Azalee e rododendri fioriscono nella seconda metà di aprile e a maggio.
Visitarle con noi
Le giornate che portano dentro queste ville, e sulle strade che le collegano.
La giornata costruita intorno alle ville storiche della sponda occidentale, con sosta a tavola sul lago.
La stessa giornata senza guidare: sulla Regina stretta e nei paesi, è la formula che lascia guardare fuori.
Tutte le formule di una giornata sul lago partendo dalla città, in tre versioni diverse.


